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Storia del Confetto

LA STORIA DEL CONFETTO

Le origini  del Confetto

Le origini del confetto sono antichissime. Secondo alcuni che si avvalgono delle testimonianze delle Famiglie Fazi (447 a.C.) e di Apicio (14-37 d.C.) amico dell’imperatore Tiberio i confetti esistevano già in epoca romana, tant’è che i Romani avevano l’usanza di festeggiare con il confetto le nascite e i matrimoni ma, allora, era una specie di “bon bon” realizzato con anime di mandorle, miele e farina. In epoche non molto lontane i confetti vengono nominati in una novella di Bocaccio e in un Sonetto di Folgore S. Gimignano (XIV secolo)

La fabbricazione del confetto intesa in senso moderno però, avvenne solo intorno al 1400 perché l’ ingrediente per realizzarlo secondo l’attuale ricetta non esisteva. Infatti, solo dopo la scoperta delle Indie Occidentali, lo zucchero diventa il protagonista nella dolcificazione, tanto chè il miele rivestì, da allora un ruolo marginale.

Durante il periodo rinascimentale gli ospiti venivano accolti con coppe ricolme di confetti durante i ricevimenti per festeggiare i voti di monache e sacerdoti.

In letteratura sono molte le tracce lasciate sul confetto: dalle opere del Bocaccio (vedi sopra) a quelle del Manzoni e di Goethe che regalò alla sua futura moglie, uno scrigno colmo di confetti.

Sempre nel 1400 iniziò a Sulmona la fabbricazione dei confetti secondo il criterio odierno. Nell’archivio del Comune si trovano infatti,  alcuni documenti datati 1492-1493 e degli anni successivi che testimoniano quanto affermato.

E sempre a Sulmona nel XV secolo nasceva la lavorazione artistica dei confetti presso il Monastero di Santa Chiara. Con l’utilizzo di fili di seta i confetti venivano legati per preparare fiori, grappoli, spighe, rosari.

Negli anni Sulmona si è affermata come patria indiscussa del confetto grazie anche alla bontà del confetto che ha saputo conquistare nel tempo i mercati di tutto il mondo.

Curiosità

Perché vengono utilizzati i confetti durante le cerimonie?

Perché i  confetti nei secoli passati, erano considerati bon bon pregiati e quindi riservati alle cerimonie importanti come le nozze di alto rango.

Inoltre i confetti simboleggiano l’unione della coppia attraverso le due metà della mandorla, tenute insieme da uno strato di zucchero.

Attualmente i confetti vengono distribuiti, già confezionati in sacchetti, ma la tradizione vuole che la sia la sposa accompagnata dallo sposo al termine del ricevimento, a distribuire con un cucchiaio d’argento i confetti sciolti ( e rigorosamente bianchi) disposti su un vassoio elegante e d’argento o in un cesto.

Se si preferisce distribuire i confetti in sacchetti già confezionati, l’importante è che siano di numero dispari, generalmente il numero di confetti presenti è 5 ma non è una regola. Anche il numero comunque ha un significato:

5 confetti rappresentano: fertilità, lunga vite, salute, ricchezza e felicità;

3 confetti simboleggiano: la coppia e il figlio;

1 confetto si riferisce invece, all’unicità dell’evento

Le origini della bomboniera

Il nome bomboniera deriva dal francese “bon-bon” (dolcetto) nasce in Italia alla fine del 1400. Infatti  i nobili per contenere dolci e caramelle a base di zucchero, sostanza importata dalle Indie e molto costosa a quel tempo, utilizzavano dei cofanetti.

Nel 1896 grazie alle nozze del principe di Napoli e futuro Re d’Italia, Vittorio Emanuele con Elena del Montenegro, la bomboniera diventa il regalo degli sposi agli invitati facendo nascere così la tradizione che noi oggi tutti conosciamo.

La bomboniera cioè diventa l’oggetto con il quale si ricorda il giorno del matrimonio e si ringraziano gli invitati per il dono ricevuto.

Tradizione tipicamente Italiana, sta prendendo piede anche in altri paesi. Molto diffusa in Grecia sta avendo moltissimo successo anche in Gran Bretagna, Portogallo Stati Uniti e in Irlanda, senza dimenticare L’Africa e l’Australia

Come si preparano i confetti?

Le mandorle, opportunamente lavorate, vengono messe in recipienti rotanti chiamati “bassine“. Si distinguono per forma (a pera, a tamburo) o per il tipo di rotazione (su asse obliquo, orizzontali con fondo forato, ecc.). Al loro interno vengono nebulizzate delle soluzioni di saccarosio che, grazie al riscaldamento ottenuto per insufflazione di aria calda, evaporano lasciando uno strato uniforme di zucchero sulla mandorla. Il processo prevede fasi ripetute di bagnatura e di essiccamento, fino a ottenere lo strato di copertura voluto.

La caratteristica dei confetti di Sulmona è che non prevedono l’uso di addensanti (amido e farine). Hanno quindi esclusivamente una copertura di zucchero che li rende particolarmente dolci e gustosi.
Dopo la fase di rivestimento, i confetti presentano una superficie rugosa e irregolare per cui subiscono la lisciatura, la colorazione (se necessaria) e la lucidatura. La confettatura è un processo molto laborioso e può richiedere anche due o tre giorni per essere completata.

Fonti: i testi di queste pagine sono stati raccolti attraverso diverse ricerche su internet: non ne conosciamo quindi l’esatta provenienza. Ci scusiamo per l’appropriazione involontaria qualora avvenuta.

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